domenica 5 marzo 2017

LA CONTRADDIZIONE DEL DOGMA ATTUATA DAL VATICANO (di Piergiorgio Seveso)

Ho compulsato Il Vaticano ha contraddetto il dogma (Edizioni Radio Spada), trattato scritto da Piero Nicola. Ho apprezzato il suo proporre una dimostrazione usando il metodo della contraddizione di ben definite affermazioni contrapposte, bensì confermate dalla prassi; metodo che, come l'Autore sottolinea, è accessibile a qualunque intelletto che si attenga alla logica, che adoperi correttamente la ragione.
Come due più due fa quattro, se uno dice bianco e opera secondo quello che dice, e l'altro dice nero e opera pure di conseguenza, la contrapposizione dei due risulta insanabile.
Il Concilio Vaticano Secondo e i vertici del clero contemporanei ad esso e ad esso susseguenti, hanno detto chiaro e tondo, senza ambiguità, che tutti gli uomini hanno il diritto alla libertà religiosa. È impossibile negare che dalla Sede di Pietro non sia stata sancita tale sentenza, diramata con magistero universale, costante e inteso a vincolare la Fede e la pratica dei credenti; si è agito, cioè, nei termini propri dell'infallibilità. I documenti citati lo attestano ampiamente. Il governo ecclesiastico li ha ribaditi con atti inequivocabili, obbligando, per esempio, alcuni Stati a rinunciare alla Religione cattolica come religione dello Stato.
Il Magistero precedente, in particolare con le sentenze di Pio IX (Enc. Quanta cura e Sillabo) e San Pio X, ha fissato il dogma che condanna il diritto alla libertà religiosa.
Ergo, Paolo VI e i suoi successori, mettendo in atto il procedimento proprio del magistero infallibile, hanno contraddetto almeno un dogma, direttamente e inequivocabilmente.
Ne deriva che, in mancanza di un qualsiasi ravvedimento e correzione adeguata, essi hanno commesso un'eresia almeno materiale (contraddizione precisa, diretta e costante di una verità rivelata), non possiedono affatto l'autorità che si attribuiscono, ovvero che spetterebbe alla loro carica, si sono alienati l'assistenza dallo Spirito Santo, il quale non assiste chi persevera nell'errore atto a provocare la morte delle anime.
Come giustamente ricorda l'Autore, questa eresia del diritto a sedurre le anime con false dottrine (diritto stabilito dal laicismo come libertà religiosa) non sta da sola, ma ad essa si collegano altre eresie più o meno dichiarate e insegnate.
Perciò, dalla lettura del libro ci si consolida nella persuasione che è invalso, e sempre vige, un vero e proprio neo-modernismo al vertice della sedicente chiesa, un neo-modernismo che, al pari del condannato vecchio modernismo, può definirsi un insieme di eresie.


Piergiorgio Seveso

Nessun commento:

Posta un commento