domenica 12 febbraio 2017

Un'antologia curata da Sergio Pessot: "Fascismi nel mondo"

La definizione più profonda del fascismo è questa: il movimento politico  che va più francamente, più radicalmente verso la grande rivoluzione  dei costumi, nel senso di una restaurazione dei corpi - salute, dignità  pienezza ed eroismo – nel senso di una difesa dell'uomo contro la gran  città e contro la macchina.
 Pierre Drieu La Rochelle


L'intrepido e instancabile Marco Solfanelli, editore in Chieti, propone una voluminosa, avvincente e provocatoria antologia, Fascismi nel mondo (Solfanelli, Chieti 2017), realizzata, con singolare perizia e acribia dallo storico Sergio Pessot.
 La lettura delle trecento pagine della avvincente raccolta, curata e diligentemente commentata da Pessot, desta una pungente domande, che sfida la sorda, turibolante inflessibilità dei vu inizià?, attivi nella camarilla resistenziale: come è possibile respingere la cultura fascista nella morta gora dell'irrazionalismo, quando il pensiero dell'italianissimo Benito Mussolini si diffuse in tutto il mondo, ottenendo l'ammirato consenso di filosofi, giuristi, statisti e letterati di alto profilo?
 Ad esempio furono collaboratori e sinceri estimatori del duce italiano studiosi di alto ingegno, quali (fra i tanti) gli italiani Giovanni Gentile, Alfredo Rocco, Santi Romano, Carlo Costamagna, Luigi Pirandello, Giovanni Papini, Domenico Giuliotti, e gli stranieri Francisco Elias de Tejada, Ezra Pound, Knut Hamsun, Engelbert Dollfuss, Ernst Junger, Vintila Horia.
 Mussolini, inoltre, ha sostenuto e mobilitato i numerosi emarginati e/o perseguitati dall'oppressione, esercitata dalle concorrenti e concomitanti ideologie rivoluzionarie, liberalismo e socialismo, errori emanati (flesciati) dal ventre molle e tossico del sottosuolo massonico,
 Pessot propone, infatti, un lungo viaggio attraverso i movimenti politici, che hanno interpretato, con passione civile e con rigore teoretico, il malessere dei popoli oppressi dalle oligarchie rivoluzionarie, che erano (e sono tuttora) emanate e promosse dagli incubosi, intossicanti sistemi emanati dalle fantasticherie ideologiche del mondo moderno.
 La domanda che corre nelle numerose testimonianza, citate nel volume in questione, rinvia alle ragioni delle speranze, che il fascismo seminò nel cuore generoso della gioventù insorgente nelle nazioni tormentate dal capitalismo e frastornate dalle oligarchie illuminate.
 Gli autori citati da Pessot svelano la forte ragione, che muoveva la rivolta dei fascisti contro i poteri truffaldini, emanati dall'esoterismo, in circolazione nel sottosuolo della modernità, movimento nazista incluso, che imponevano istituzioni conformi alle esigenze di una spietata ed esosa oligarchia.
 Refrattario alle suggestioni diffuse dagli iniziati, il governo di Mussolini fu strenuamente impegnato a restaurare la dignità del popolo italiano, resistendo alle torbide suggestioni del romanticismo tedesco.
 Opportunamente Pessot cita un testo dello storico inglese Richard Lamb, in cui si dimostra la forte ostilità del governo fascista nei confronti del movimento hitleriano, espressione di una corrente di pensiero fedele agli oscuri miti della foresta, Avversione destata (nel luglio del 1934) dall'assassinio di Engelbert Dollfuss compiuto da agenti nazisti. Purtroppo la cialtroneria dei governi democratici isolò l'Italia di Mussolini, rendendo obbligatoria l'innaturale alleanza dell'Italia con la Germania nazista.
 I testi raccolti da Pessot tracciano il movimento di una storia italiana dal respiro universale, storia di una filosofia concepita e attuata quale progetto di un antemurale al materialismo democratico e al furente paganesimo di Germania, per poi cadere (prima di essere devastato dai bombardieri democratici) nella tela di ragno tessuta dalla collauda arte dell'inganno tedesco.


Piero Vassallo

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